Cos’è una miniera di Bitcoin?

Vi siete mai chiesti da dove vengono i Bitcoin?

A differenza dei soldi tradizionali, i Bitcoin non vengono stampati da una banca centrale, ma vengono estratti/distribuiti attraverso computer e programmi specifici.

Nello specifico, un minatore di Bitcoin, non è altro che una persona con un computer connesso a Internet, sul quale è in esecuzione un programma specializzato. Le ragioni per cui si usa il termine “minatore” sono le seguenti:

  • Proprio come qualsiasi altra risorsa naturale, esiste una quantità limitata di Bitcoin, fissata a 21 milioni di monete. Fino ad oggi sono stati minati/estratti oltre 16.8 milioni di Bitcoin (https://blockchain.info/charts/total-bitcoins ).
  • Proprio come nell’estrazione di minerali nel mondo reale, anche nel minare/estrare i Bitcoin è necessario usare energia. Nello specifico, il computer del minatore deve risolvere complessi problemi matematici e, una volta risolti, i nuovi Bitcoin vengono generati e assegnati al minatore stesso. Il tutto con grossi consumi energetici per mantenere il computer attivo.

Oltre a generare nuovi Bitcoin, i minatori usano i loro computer per verificare le transazioni e prevenire le frodi. Quindi più minatori connessi alla rete, più rapide saranno le delle transazioni e minori le possibilità di frodi informatiche.

Di fatto i minatori vengono pagati due volte: una volta per verificare le transazioni e di nuovo quando generano nuovi Bitcoin. Sembra profittevole, giusto? Beh, un momento, vediamo di capire meglio il tutto…

Satoshi Nakamoto, il personaggio fantomatico che ha inventato i Bitcoin, voleva che il numero di Bitcoin estratti/minati in ogni istante, rimanesse costante, indipendentemente dal numero di minatori. Questo semplice principio si traduce in un incremento di difficoltà di esecuzione dei calcoli matematici per estrarre nuovi Bitcoin.

Quindi se nel 2009 si potevano minare circa 200 Bitcoin all’anno con un semplice personal computer, oggi, nel 2018, ci vorrebbero più di 100 anni per minare un solo Bitcoin.

Al fine di ottimizzare l’energia necessaria per estrarre/minare i Bitcoin, la tecnologia si è evoluta, generando schede elettroniche specializzate (ASIC) che risultano più profittevoli dell’utilizzo del semplice processore del computer.

Considerando l’incremento esponenziale dei minatori, oggi risulta quasi impossibile essere remunerati per validare transazioni ed allo stesso tempo “estrarre nuovi Bitcoin”. Per ovviare tale problema, sono stati inventati i “Mining Pool”: gruppi di minatori si sono uniti per affrontare la crescente difficoltà dell’estrazione di Bitcoin. Ogni minatore viene pagato per la sua quota relativa del lavoro.

Negli ultimi anni, considerati i grossi costi di acquisto di hardware (super computer, schede specializzate) e gli elevati costi di mantenimento (soprattutto di energia elettrica) si e’ assistito all’evoluzione del mining da semplice computer, a servizio acquistabile su cloud. Ad esempio HashFlare vi permette di “acquistare” capacità mineraria senza neppure sapere come si accende un computer!

Ecco come nascono i Bitcoin, attraverso i minatori!

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Buon “minaggio”!

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